Cenni Storici

E’ plausibile che i tre borghi principali del comune di Chiusanico (Gazzelli, Chiusanico e Torria) si siano sviluppati in epoca alto medievale come centro arroccati in funzione delle collocazioni degli insediamenti signorili. L’attestazione più antica risalirebbe al 1298 nella forma latina di Villa Plausaneghi.

Sulle origini storiche del territorio chiusanichese, in mancanza di testimonianze certe e documentabili, sono state avanzate dagli storici diverse ipotesi. La prima farebbe riferimento alla fondazione del primo borgo di Plautianicum ad opera di una famiglia di origine romana, i Plautia, nei pressi dell’odierno nucleo attorno alla chiesa di San Lorenzo.
Un’altra ipotesi propenderebbe invece ad una fondazione da parte dei monaci benedettini di San Colombano nel corso del VI secolo, fondatori anche del monastero di San Pietro in Carpeneto di Pieve di Teco, che, edificata la prima parrocchiale del borgo (ancora la chiesa intitolata a san Lorenzo) diedero corso negli anni allo sviluppo del paese e della zona insegnando ai popolani locali la tecnica del terrazzamento e della coltivazione dell’ulivo che avrebbe dato sostentamento nei secoli successivi.

In epoca medievale i territori di Chiusanico, Gazzelli e Torria rientrarono nella Marca Aleramica successivamente nei possedimenti feudali dei Marchesi di Clavesana e quindi tra le aree assoggettate alla diocesi di Albenga. Fu proprio durante la dominazione vescovile che i borghi di Chiusanico, Torria,Cesio,Chiusavecchia,Testico, località minori della val Merula e l’entroterra di Andora fecero parte della Castellania di Monte Arosio (successivamente Montarosio),avente la borgata chiusanichese di Castello quale sede principale.
Con atto stipulato il 30 gennaio 1298, presso la chiesa di Santa Maria in Fontibus ad Albenga, il vescovo ingauno Nicolò Vaschino cedette i propri diritti feudali su Chiusanico e la valle di Oneglia ai fratelli Nicolò e Federico Doria per la somma di 10.000 lire genovesi.
La proprietà dei tre feudi fu quindi assoggettata alla famiglia Doria per oltre due secoli, con l’eccezione della borgata di Torria che agli inizi del XVI secolo divenne proprietà dei conti Lascaris di Ventimiglia che inserirono questa parte del territorio chiusanichese nei possedimenti della valle del Maro. Nel corso del 1576 l’intera proprietà venne venduta al duca Emanuele Filiberto I di Savoia che inserì questa parte del territorio (infeudato alla famiglia Gandolfi nel Principato di Oneglia correlato al Ducato di Savoia.

Tale affiliazione allo Stato sabaudo (ora Regno di Sardegna) perdurò sino all’inizio dell’Ottocento quando, con gli eventi napoleonici, le costituite municipalità di Chiusanico, Gazzelli e Torria confluirono tra il 1801 e il 1803 nella Repubblica Ligure andando a costituire il VII cantone degli Ulivi nella Giurisdizione degli Ulivi. Nel 1804 alla municipalità di Torria fu unita la soppressa municipalità di Cesio.
Annessi al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 i territori furono inseriti nel Dipartimento di Montenotte sotto l’arrondissement di Porto Maurizio. Nuovamente inglobati nel Regno di Sardegna dal 1815, così come stabilito dal Congresso di Vienna del 1814, e con Cesio nuovamente comune autonomo da Torria, confluirono nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 i tre comuni furono divisi in due diversi mandamenti: Torria nel I mandamento di Borgomaro; Chiusanico e Gazzelli nel IV mandamento di Oneglia, entrambi del circondario di Porto Maurizio facente parte della provincia di Porto Maurizio e, con la sua costituzione, della successiva provincia di Imperia.

Dal 1928, a seguito dell’annessione come frazione degli ex comuni di Gazzelli e Torria, i tre paesi formano un unico comune.